Abbazie e luoghi di fede

Abbazie e luoghi di fede

Crocevia di merci e persone, il territorio attraversato dalla Greenway Voghera-Varzi è punteggiato da luoghi di pellegrinaggio e di culto di grande importanza, probabilmente per la posizione strategica lungo la via del Sale Lombarda, a pochi chilometri dal suo intersecarsi con grandi cammini come la Via Francigena, la Via degli Abati, la Via di San Colombano.

Non è certamente un caso se i due santi principali di Voghera, San Bovo e San Rocco, entrambi morti nella città, fossero pellegrini francesi in viaggio da o verso Roma. Il primo, cavaliere provenzale distintosi contro i Mori, è venerato entro una preziosa arca ai piedi dell’altare maggiore  del Duomo come patrono della città; il secondo nobile di Montpellier e protettore dalla peste è titolare della chiesa che ne conserva la insigne reliquia di un braccio, dopo che il corpo fu trafugato dai Veneziani che gli dedicarono uno dei capolavori barocchi della città lagunare.

Lasciata Voghera e iniziato il cammino verso Varzi lungo la Greenway, sono ancora molte le chiese, le abbazie e le testimonianze di una lunga storia di fede e devozione. Quello che segue è un percorso tra i luoghi più rappresentativi, tra passato e contemporaneità.


Chiesa della SS. Trinità — Rivanazzano Terme

Nel centro storico di Rivanazzano Terme, proprio dietro al celebre Parco Brugnatelli, la piccola chiesa della SS. Trinità, notevole anche perché ospita l’organo a canne più antico della provincia di Pavia e uno dei più antichi di tutta la Lombardia, costruito nel 1629, oltre ad una tela del pittore Paolo Borroni.


Pieve di San Zaccaria — Rocca Susella

È una delle più antiche chiese di tutto l’Oltrepò Pavese. Sconsacrata e trasformata in edificio agricolo tra Otto e Novecento, fu riportata all’originale uso nel corso del XX sec. La facciata a salienti con fasce di arenaria alternate a quelle in laterizio rivela l’antica origine medievale (XII sec.), opera probabilmente dei maestri comacini, che hanno lasciato diversi pregevoli capitelli scolpiti al suo interno.


Chiesa di San Martino Vescovo — Cecima

La chiesa originale risale già all’XI sec., ma a seguito di una frana fu ricostruita nelle forme attuali nel  XV sec. con l’inconfondibile facciata in arenaria a salienti, decorata con formelle in cotto.


Abbazia di Sant’Alberto di Butrio — Ponte Nizza

Autentico gioiello medievale, Sant’Alberto è uno dei luoghi più affascinanti dell’Oltrepò per chi è alla ricerca di un’esperienza spirituale, di un’escursione naturalistica o di una visita storica. Immersa tra castagni e faggi, l’abbazia nacque poco dopo l’anno Mille, quando, secondo la leggenda, l’eremita Alberto — probabilmente membro della famiglia Malaspina — guarì il figlio del marchese di Casalasco, anch’egli un Malaspina, che per riconoscenza fece edificare un chiesa dedicata alla Madonna. Intorno a questo nucleo primitivo sorsero nuove chiese e un monastero con due chiostri.

Già in lontananza si nota il campanile, realizzato nell’Ottocento su un possente torrione quadrangolare del XII sec., ma la vera sorpresa è all’interno, con un grandioso ciclo di affreschi quattrocenteschi che coprono quasi ogni superficie con santi, profeti, scene bibliche, la vita di Santa Caterina.

L’abbazia ebbe ospiti illustri, come Federico Barbarossa e Dante e, secondo alcuni documenti, anche re Edoardo II d’Inghilterra, che vi sarebbe addirittura morto nel Trecento.


Chiesa ed eremo di San Ponzo — Ponte Nizza

Poco oltre Pontenizza, c’era la ferma di San Ponzo Semola — antico comune indipendente dove nel III sec. d.C. visse da eremita San Ponzo —, che oggi si raggiunge lasciando la Greenway verso est. Al centro dell’affascinante borgo sorge la pieve a lui dedicata, costruita intro all’XI sec., che oggi presenta soprattutto un aspetto quattrocentesco ed ospita affreschi del XVI e XVIII sec., un fonte battesimale del XII sec. e le reliquie del santo, ad eccezione del capo conservato nella non lontana chiesa di San Giorgio e Fortunago. A breve distanza, invece, si possono visitare le grotte naturali dove visse l’eremita, ai piedi del Monte Vallassa, davanti alle quali fu edificata un piccola cappella. 


Chiesa dei Cappuccini — Varzi

Originaria pieve di Varzi, dedicata a San Germano, l’attuale Chiesa dei Cappuccini si incontra all’ingresso del centro abitato, a poche centinaia di metri dal borgo. L’edificio odierno fu costruito nel XII per sostituire quello ancroa più antico del V sec. e fu principale sede di culto dell’alta valle Staffora sino al XVI, quando  fu costruita all’interno delle mura l’attuale parrocchiale. Fu allora che divenne chiesa dei Cappuccini che, dopo le traversie napoleoniche, ne rientrarono in possesso all’inizio del Novecento. 

Affascinante la facciata a salienti, che presenta un ampio basamento in pietra listato, sormontato poi da una parte completamente in laterizio, a riflettere uno stile composito, di passaggio tra romanico e gotico, che si riscontra anche in altre soluzioni architettoniche e decorative della chiesa. L’interno conserva interessanti lacerti d’affresco.


Tempio della Fraternità dei popoli — Varzi

Non è un’antica pieve o un maestoso monastero, ma la testimonianza di un progetto unico nel suo genere. Il Tempio della Fraternità dei popoli fu voluto negli anni ’50 del secolo scorso da don Adamo Accosa, cappellano militare reduce dalla guerra che decise di edificare un luogo di culto a partire dalle macerie e dai resti della Seconda Guerra Mondiale, appoggiato dall’allora mons. Angelo Roncalli (futuro papa Giovanni XXIII). Nacque così un luogo davvero unico, dove resti di armi e mezzi militari, una pietra d’altare testimonianza di una chiesa distrutta dopo lo sbarco in Normandia, pezzi di navi, guglie del Duomo di Milano cadute a seguito dei bombardamenti, frammenti provenienti da Londra, Dresda, Varsavia, Hiroshima, Nagasaki costruiscono la chiesa e i suoi arredi, trasformando le conseguenze della guerra nei tasselli che edificano la pace e la fraternità.

Il Tempio è visitabile, dopo essere giunti a Varzi, risalendo sino alla frazione Cella, a 700 m s.l..m


Pieve di Someglio — Brallo di Pregola

A cavallo tra le valli Staffora e Trebbia, a 750 m s.l.m., sorge l’antica chiesa — detta pieve per le funzioni che nel Medioevo effettivamente svolgeva — di Someglio. Dedicata ai S.S. Gervasio e Protasio, fu edificata come principale luogo di culto delle terre malaspiniane più alte, tra XII e XIII sec. Affascinante il suo alto campanile, vera e propria torre di vedetta anticamente, data la posizione strategica che, ancora oggi, consente di ammirare per intero la valletta dell’Avagnone, il Monte Lesima e Cima Colletta.